UNDER-VINE

New approaches to soil management for the improvement of vineyard resilience to climate change pressures

Finanziato dall'Unione Europea - NextGenerationEU a valere sul Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) – Missione 4 Istruzione e ricerca – Componente 2 Dalla ricerca all’impresa - Investimento 1.1, Avviso Prin 2022 indetto con DD N. 104 del 2/2/2022, dal titolo "New approaches to soil management for the improvement of vineyard resilience to climate change pressures-UNDER-VINE", codice proposta 20229E8S9A- CUP J53D23009790006.

Obiettivi e finalità

Il progetto UNDER-VINE nasce con l’obiettivo di individuare nuove strategie di gestione del suolo nei vigneti capaci di mitigare gli effetti dei cambiamenti climatici. L’approccio proposto si basa sull’impiego di colture di copertura da seminare durante il periodo invernale e sull’utilizzo della biomassa prodotta per limitare la perdita di acqua dal suolo e ridurre lo stress idrico estivo.

In particolare, il progetto si propone di sviluppare tecniche innovative di gestione del suolo in grado di:

  • preservare il suolo dai processi di degrado durante la stagione piovosa;
  • modulare la competizione tra vite e vegetazione spontanea del vigneto;
  • ridurre l’incidenza dello stress idrico nei mesi estivi;
  • migliorare la sostenibilità complessiva della gestione del vigneto.

Risultati attesi

Considerando che il progetto si sviluppa in due differenti areali viticoli (Oltrepò Pavese e zona pedecollinare di Faenza) e le sperimentazioni sono condotte su due vitigni (Pinot Nero e Sangiovese), i risultati ottenuti nel corso delle annate 2024 e 2025 indicheranno le linee guida per la gestione del suolo più idonee per due modelli viticoli caratterizzati da differenti obbiettivi enologici.

Risultati conseguiti

Il progetto ha valutato gli effetti di diverse strategie di gestione del suolo sullo stato idrico della vite, sull’attività fisiologica, sulla produzione e sulla qualità delle uve in un vigneto di Sangiovese nel corso di due stagioni vegetative (2024-2025).

Sono state confrontate due differenti miscele per l’inerbimento: Humusfert, destinata a un inerbimento temporaneo, e Sottovigneto, miscela permanente costituita da specie a ridotto sviluppo vegetativo. Le miscele sono state combinate con diverse tecniche di gestione del suolo, dando origine a cinque trattamenti:

  • inerbimento temporaneo con sovescio (T+GM);
  • inerbimento temporaneo con pacciamatura organica (T+OM);
  • inerbimento temporaneo con andanatura della biomassa (T+W);
  • inerbimento permanente con pacciamatura organica (P+OM);
  • inerbimento permanente con andanatura della biomassa (P+W).

I risultati ottenuti nei due anni di sperimentazione hanno evidenziato che i trattamenti con inerbimento temporaneo hanno generalmente mantenuto valori più elevati di potenziale idrico del fusto rispetto all’inerbimento permanente, indicando un migliore stato idrico della vite. Tale differenza è risultata particolarmente evidente nel 2024, caratterizzato da precipitazioni estive inferiori e maggiore stress idrico. Nel 2025, grazie a una stagione più piovosa, le differenze tra trattamenti si sono ridotte, sebbene il trattamento con sovescio (T+GM) abbia continuato a mostrare i valori migliori.

Anche dal punto di vista fisiologico, sebbene le differenze statistiche siano risultate limitate, le viti sottoposte a inerbimento permanente hanno mostrato, in generale, valori inferiori di fotosintesi, traspirazione e conduttanza stomatica rispetto a quelle gestite con inerbimento temporaneo. Nel complesso, il sovescio si è dimostrato la soluzione più efficace nel migliorare la disponibilità idrica e sostenere l’efficienza fisiologica della vite, soprattutto in condizioni di limitata disponibilità d'acqua.

Nel 2024 le diverse strategie di gestione del suolo non hanno determinato differenze significative nella produzione. Tuttavia, il peso dei grappoli e degli acini è risultato maggiore nel trattamento T+GM e inferiore nei trattamenti con inerbimento permanente. Lo stesso andamento è stato osservato per l'incidenza di Botrytis cinerea, più elevata nei trattamenti con maggiore produzione.

Nel 2025 gli effetti dei trattamenti sono risultati ancora più marcati: le produzioni ottenute con l’inerbimento permanente sono state circa la metà di quelle registrate con il sovescio, mentre la maggiore incidenza della Botrite è rimasta associata ai trattamenti con grappoli più grandi e rese più elevate. Questi risultati indicano che l’inerbimento permanente limita il vigore vegetativo e la produttività della vite, mentre l’inerbimento temporaneo, in particolare con sovescio, favorisce la produzione.

Per quanto riguarda la qualità delle uve, le differenze più evidenti sono emerse nel 2025. I trattamenti con inerbimento permanente hanno mostrato le concentrazioni più elevate di zuccheri solubili e antociani, mentre il trattamento con sovescio ha registrato i valori più bassi. Tale risultato è strettamente collegato alla minore produzione delle piante con inerbimento permanente, che ha favorito la concentrazione dei composti qualitativi nelle bacche.

Nel complesso, lo studio evidenzia un chiaro compromesso tra quantità e qualità della produzione. L’inerbimento temporaneo, soprattutto quando gestito mediante sovescio, migliora lo stato idrico della vite, l’attività fisiologica e la produttività, determinando grappoli e acini di maggiori dimensioni e rese più elevate. Al contrario, l’inerbimento permanente riduce vigore e produzione, ma migliora la qualità delle uve aumentando il contenuto di zuccheri e antociani e riducendo l’incidenza della Botrite.

I risultati suggeriscono pertanto che l’inerbimento temporaneo rappresenti la soluzione più indicata quando l’obiettivo è massimizzare le prestazioni produttive della vite in condizioni di limitata disponibilità idrica, mentre l’inerbimento permanente risulta preferibile qualora si intenda privilegiare la qualità delle uve e il potenziale enologico.

Tra tutti i trattamenti valutati, il sovescio (T+GM) ha evidenziato le migliori prestazioni complessive, garantendo produzioni elevate e una composizione biochimica delle uve stabile ed equilibrata in entrambe le annate di prova. Inoltre, l’inerbimento temporaneo ha favorito una maggiore disponibilità di alcuni nutrienti minerali nel suolo.

Infine, le diverse strategie di gestione del suolo hanno mostrato effetti anche sulle comunità microbiche del terreno, suggerendo un'influenza sulla loro composizione e attività biologica, con potenziali ricadute positive sulla fertilità e sulla sostenibilità dei sistemi viticoli.

Dettagli del progetto

  • Programma di finanziamento: PRIN 2022
  • D.D. del MUR : 104 del 02/02/2022
  • Codice progetto MUR: 20229E8S9A
  • CUP: J53D23009790006
  • Contributo complessivo UE: € 206.747,00
  • Contributo al DISTAL: € 65.440,00
  • Durata: 12/10/2023 – 28/02/2026
  • Coordinatore: Università Cattolica del Sacro Cuore, Piacenza
  • Ruolo DISTAL: RL
  • Responsabile Scientifico: Ilaria Filippetti

  • Ambiti di ricerca: Arboricoltura

GRUPPO DI RICERCA