Biotecnologie agrarie e vegetali

Le esperienze di studentesse e studenti del corso di laurea magistrale in Biotecnologie agrarie e vegetali che hanno vinto il bando "Tesi all'estero".

Carolina Garofalo

  • Ente ospitante: Universidad de Valladolid, Spagna
  • Periodo di mobilità: luglio 2025 - gennaio 2026
  • Relatrice: Prof.ssa Elena Baraldi
  • TesiProduction and preliminary in vivo evaluation of dsRNAs targeting the pear brown spot pathogen Stemphylium vesicarium in the context of the SIGS approach

Il racconto di Carolina

Sono venuta a conoscenza del bando grazie alla mia relatrice e all’avviso sulla mail istituzionale dell’apertura del bando. Grazie alla Prof.ssa Elena Baraldi, ho maturato il desiderio di approfondire ulteriormente la tecnica dell’RNA interferente. Abbiamo valutato la possibilità di sviluppare una tesi su questo argomento in particolare presso l’Università di Valladolid, che vanta numerose pubblicazioni di successo proprio nell’ambito dell’RNAi. La maculatura bruna del pero, causata da Stemphylium vesicarium, rappresenta una minaccia per la produzione agricola. L’interferenza a RNA costituisce una strategia promettente e sostenibile per il controllo dei patogeni […] Il presente lavoro rappresenta la fase preliminare di un progetto volto a migliorare stabilità e uptake del dsRNA. […] Ho svolto attività sperimentali in laboratorio e analisi bioinformatiche. Mi sono occupata dell’identificazione di target genici potenzialmente coinvolti nella patogenicità del fungo e del design delle relative molecole di dsRNA tramite software bioinformatici. Successivamente ho prodotto i dsRNA in vivo utilizzando un ceppo specifico di E. coli. Ho eseguito la purificazione del dsRNA mediante protocolli specifici di estrazione e ho condotto un saggio in vivo applicando dsRNA “nudo” direttamente su frutti di pero per valutare un’eventuale riduzione dello sviluppo delle lesioni. Ho acquisito nuove competenze sia tecniche sia metodologiche legate alla biologia molecolare applicata alla protezione delle piante, oltre a sviluppare capacità analitiche e operative. […] L’ambiente universitario si è rivelato accogliente e internazionale. Sceglierei nuovamente la Spagna come destinazione. Valladolid, in particolare, è una città a misura di studente, ben servita e facilmente percorribile sia a piedi sia con i mezzi pubblici. Questa esperienza ha avuto un impatto significativo sul mio percorso personale, mi ha permesso di considerare la possibilità di intraprendere in futuro un’altra esperienza all’estero e ho potuto migliorare il mio inglese e imparare basi di spagnolo. Consiglio a tutti di trascorrere un periodo di formazione all’estero, anche se un maggiore sostegno economico ne faciliterebbe l’accesso a più studenti.

Fabiola Fogliata

  • Ente ospitante: Wageningen Universiteit, Paesi Bassi 
  • Periodo di mobilità: luglio 2025 - dicembre 2025
  • Relatore: Prof. Paolo Bernardo Trost
  • TesiNitrogen Response and Genotypic Variation in Potato (Solanum tuberosum, L.) under Variable Water Conditions

Il racconto di Fabiola

Sono venuta a conoscenza del bando grazie alle mail che arrivano da DISTAL Internalizzazione. Ho scelto come destinazione l’Università di Wageningen (Paesi Bassi), principalmente per il progetto proposto che mi ha affascinata sin da subito poiché sapevo dell’importanza dell’università a livello europeo e del progetto stesso, CropXR. Ho potuto sviluppare sia conoscenze e abilità pratiche in laboratorio che lavori in campo, per me totalmente nuovi. […] Questo studio in collaborazione con la Wageningen University e il progetto CropXR Potato, aveva l’obiettivo di valutare come diversi livelli di azoto (N) e acqua (W) influenzino la crescita, la biomassa e le dinamiche dei nutrienti in quattro varietà commerciali di patata. Sono stati applicati quattro livelli di fertilizzazione azotata (N0–N3) e diversi regimi idrici (W0–W2) per esplorare differenti strategie di adattamento genotipico e l’efficienza nell’uso delle risorse. […] I risultati indicano che, nella coltivazione della patata, il livello N2 (150 kg N ha⁻¹) massimizza la resa e l’assorbimento dei nutrienti, evitando eccessi non efficienti. Le differenze osservate tra i genotipi suggeriscono l’importanza di selezionare varietà con una migliore efficienza. […] Migliorare la capacità d’uso dell’azoto (NUE) attraverso una fertilizzazione ottimizzata e una scelta varietale adeguata contribuisce a una produzione di patate più sostenibile. Questi risultati offrono indicazioni utili per futuri programmi di miglioramento genetico e per lo sviluppo dei sistemi di coltivazione. Durante la mobilità ho svolto attività di campo e in laboratorio (laboratorio chimico e preparazione dei materiali). Ho in particolare acquisito nuove conoscenze specialmente nelle attività di campo, e nell’utilizzo approfondito di software quali R per l’analisi dati. Rifarei e le consiglieri sicuramente questa esperienza. In generale le mobilità all’estero sono molto valide e permettono di avere uno sguardo maggiore su opportunità che altrimenti non si prenderebbero in considerazione. Rapportarsi con persone in un ambiente al di fuori della zona di confort, aiuta sicuramente a crescere.

Clelia D'Agostini

  • Ente ospitante: University of Galway, Irlanda
  • Periodo di mobilità: febbraio 2025 - giugno 2025
  • Relatore: Prof. Paolo Bernardo Trost
  • TesiDevelopmental Biology and Cultivation Optimization of Marine Green Macroalgae (Ulva spp.): From Gametogenesis to Mutagenesis Applications and Nitrogen Metabolism Studies

Il racconto di Clelia

Sono venuta a conoscenza dell'opportunità grazie ai docenti del mio corso di studi, che hanno illustrato il bando durante le lezioni, sottolineando l'importanza dell'esperienza internazionale per la formazione accademica e professionale. Ho scelto Galway perché Professor Silvio Salvi, coordinatore del mio corso di studi, aveva già stabilito collaborazioni consolidate con i ricercatori del laboratorio universitario locale. […] Durante la mobilità ho svolto diverse attività di ricerca sia sul campo che in laboratorio. Ho effettuato campionamenti in ambiente naturale, gestito colture algali in camera di crescita controllata, e condotto analisi dati sperimentali. Le attività di laboratorio hanno incluso: preparazione e pesatura campioni, estrazione del DNA, osservazione microscopica con diverse tipologie di microscopi, tecniche di colorazione tissutale e sezionamento di campioni algali. Ho inoltre partecipato attivamente alla progettazione e allestimento di esperimenti, presentando regolarmente i risultati ottenuti durante i lab meeting del gruppo di ricerca. L'esperienza si è rivelata estremamente formativa; ho acquisito autonomia e competenze avanzate in metodologie di laboratorio e protocolli sperimentali grazie alla supervisione della Dott.ssa Serena Rosignoli. Inoltre, l’immersione in un contesto multiculturale, mi ha consentito di sviluppare competenze interculturali e di ampliare la mia visione accademica e personale attraverso il confronto con colleghi di diverse nazionalità. Raccomando vivamente questa esperienza per il suo valore formativo a 360 gradi. Offre l'opportunità di costruire reti professionali internazionali, sviluppare competenze trasversali e acquisire una prospettiva globale che arricchisce significativamente il percorso accademico. Ritengo, tuttavia, che sarebbe auspicabile un potenziamento del supporto economico fornito dall'Università.

Matteo Da Ros 

  • Ente ospitante: Aardaia - Wageningen - Paesi Bassi 
  • Periodo di mobilità: agosto 2025 - dicembre 2025 
  • Relatrice: Prof.ssa Sara Bosi 
  • TesiCracking seed dormancy in L. tuberosus: First steps in the domestication of the Aardaker 

Il racconto di Matteo 

Sono venuto a conoscenza del bando informandomi autonomamente sulle possibilità di finanziamento del mio periodo all’estero sulla pagina web dedicata dell’università. Ho scelto Aardaua perché circa un anno fa venni a conoscenza del progetto in questione tramite un podcast su Youtube: si tratta di un’iniziativa imprenditoriale sviluppatasi a partire da delle idee molto originali (durable innovation, domestication on-demand) durante la stesura di un grant universitario. Questa proposta, dapprima istituzionale, ha trovato espressione nella creazione di una start-up. La tesi tratta di L. tuberosus, una pianta erbacea perenne dotata di tuberi commestibili dall’elevato tenore proteico. […] La presente tesi documenta il suo tentativo di domesticazione, nelle fasi iniziali del ciclo colturale; tali sfide sono state affrontate nell’ambito della seed technology. In aggiunta a ciò, si è evidenziata l’importanza di un approccio combinato con la genetica del seme, e la sua successiva integrazione nel programma di breeding: a tal proposito si è condotta una ricerca bibliografica dei principali geni candidati, implicati nell’assenza di dormienza fisica del seme, e si sono ipotizzati potenziali marker fisiologici per la stessa. Tra le attività svolte ho partecipato alle operazioni aziendali in campo e in serra (emasculazioni e incroci controllati, semine e trapianti, raccolta, fenotipizzazione, test di stoccaggio, …); una spedizione per la raccolta di accessioni selvatiche; sviluppo di protocolli di tecnologia del seme (saggi di germinazione e vigore, tecniche di scarificazione e seed priming); ricerca bibliografica per l’individuazione di target genici. Durante il soggiorno ho affiancato i tecnici di laboratorio, utilizzando autonomamente apparecchiature industriali vivaistiche, e di mettere a punto sistemi di rappresentazione di dati. Ho sperimentato la gestione delle priorità, il ritmo frenetico e le esigenze mutevoli di una start-up, combinati alla interdisciplinarità e valorizzazione dell’iniziativa individuale. […] Trovarmi in una meta universitaria da non-studente è stato a tratti estraniante, ma l’unione tra l’approccio quasi amatoriale e la forte responsabilizzazione in azienda hanno compensato tutto questo.